Come gestire i filtri di un eCommerce per una SEO efficace

Nel mondo dell’eCommerce, i filtri di navigazione sono un elemento essenziale per migliorare l’esperienza dell’utente, consentendo una ricerca più precisa e personalizzata dei prodotti.

Tuttavia, se non gestiti correttamente, possono generare una serie di problemi SEO significativi, tra cui la creazione di contenuti duplicati, la dispersione del crawl budget se parliamo di siti molto grandi e complessi e la difficoltà nel consolidare il valore delle pagine rilevanti agli occhi dei motori di ricerca.

L’impatto dei filtri sulla SEO, tra opportunità e rischi

I filtri di un eCommerce, se ben gestiti, possono rappresentare un valore aggiunto per la SEO, poiché permettono di creare pagine di aggregati che rispondono a query con volumi di ricerca interessanti.

Ad esempio, una pagina “scarpe da running Nike” ha maggior valore SEO rispetto a una combinazione casuale come “scarpe da running verdi in taglia 42”. L’obiettivo, quindi, è quello di individuare le “combinazioni”  che intercettino un interesse reale degli utenti e siano in grado di posizionarsi bene nei risultati di ricerca.

D’altra parte, la gestione disorganizzata dei filtri può provocare effetti indesiderati. Un caso tipico è quello della generazione automatica di URL con parametri che creano migliaia di combinazioni differenti, tutte indicizzabili, senza un reale valore aggiunto.

Ciò comporta un’inflazione del numero di pagine, aumentando il rischio di contenuti duplicati e frammentando la rilevanza delle pagine principali. Inoltre, Google potrebbe sprecare il crawl budget su URL secondari, trascurando le pagine realmente strategiche.

Strategie per una gestione SEO-friendly dei filtri

Per evitare questi problemi e massimizzare il valore dei filtri lato SEO, è fondamentale adottare una strategia basata su un mix di tecniche di ottimizzazione, e con attenzione ovviamente ai volumi di ricerca.

Un primo passo cruciale è quello di stabilire quali combinazioni di filtri abbiano effettivamente un valore per l’indicizzazione. Alcuni parametri, come il colore o la disponibilità del prodotto, raramente meritano di essere indicizzati, mentre combinazioni più strategiche, come la categoria di prodotto con un filtro per il brand o per una caratteristica distintiva, possono generare pagine di aggregati che si posizionano per query con volumi di ricerca rilevanti.

Una soluzione efficace consiste nell’utilizzo intelligente dei meta tag robots. Applicando il tag “noindex” alle pagine che non portano valore aggiunto, si impedisce ai motori di ricerca di indicizzare URL irrilevanti.

Questo approccio è utile quando si desidera mantenere la navigabilità dei filtri per gli utenti, ma evitare che Google sprechi risorse su pagine poco significative.

In aggiunta, l’implementazione di canonical tag aiuta a consolidare la rilevanza delle pagine principali. Se un eCommerce genera molteplici URL a partire dallo stesso set di prodotti filtrati, il canonical permette di segnalare a Google quale versione dell’URL rappresenta la pagina principale, evitando possibili dispersioni di link equity tra più varianti simili.

Per ottimizzare ulteriormente l’architettura dei filtri, è utile valutare l’impiego di AJAX per la navigazione faceted. Con questa tecnologia, il caricamento dei prodotti avviene in modo dinamico senza modificare l’URL, riducendo drasticamente il numero di pagine potenzialmente indicizzabili. Tuttavia, è importante assicurarsi che l’implementazione sia compatibile con l’accessibilità e l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca.

Caso pratico, la gestione ottimizzata dei filtri in un eCommerce di moda

Immaginiamo di gestire un eCommerce specializzato in abbigliamento e di voler ottimizzare la SEO per le pagine prodotto. Supponiamo di avere una categoria “jeans” con filtri per brand, colore e taglia. In questo caso, la strategia migliore potrebbe prevedere l’indicizzazione delle combinazioni “jeans Levi’s” o “jeans skinny donna”, che intercettano ricerche con volumi elevati, ma l’esclusione dall’indice di Google delle combinazioni relative a colore e taglia, utilizzando “noindex” o AJAX per la navigazione.

Un ulteriore accorgimento utile potrebbe essere la creazione di landing page SEO-friendly per le combinazioni di filtri più strategiche. Se, ad esempio, si nota un volume di ricerca interessante per “jeans neri slim fit uomo”, invece di affidarsi a un URL dinamico generato dai filtri, si potrebbe creare una pagina ottimizzata ad hoc, con un contenuto descrittivo di valore e un’interfaccia utente ottimizzata per la conversione.

Monitoraggio e miglioramento continuo

La gestione dei filtri non è un’operazione statica, ma richiede un monitoraggio costante attraverso Google Search Console e strumenti di web analytics. È fondamentale analizzare quali pagine generate dai filtri ricevono traffico organico e quali invece non contribuiscono alla visibilità del sito.

Periodicamente, si possono apportare modifiche per affinare la strategia e migliorare ulteriormente l’efficienza dell’architettura SEO.

Conclusione

Ottimizzare i filtri di un eCommerce per la SEO è un processo che richiede attenzione, pianificazione e monitoraggio costante.

Evitare la proliferazione di URL inutili, gestire in modo corretto canonical e noindex, sfruttare AJAX quando appropriato e creare pagine strategiche sono tutte azioni che possono migliorare sensibilmente la visibilità organica del sito.

Una gestione intelligente dei filtri non solo aiuta a ottimizzare la SEO, ma contribuisce anche a migliorare l’esperienza dell’utente, facilitando la navigazione e aumentando il tasso di conversione.

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